Partiamo per le nostre vacanze: come avere cura delle nostre piante

Le piante fanno parte della nostra vita e pur se dedichiamo ad esse tutte le nostre attenzioni, arriva un momento in cui decidiamo di fare una vacanza ed entriamo nel panico al pensiero: “come faccio con le mie piante?”.
Personalmente ho una vicina tanto gentile alla quale lascio le chiavi di casa e si preoccupa di controllarle ed innaffiarle. Se però non avete una persona fidata alla quale lasciarle …. è un problema. Non scegliete una persona a caso: se non siete sicuri della cura e delle attenzioni che questa persona darà alle vostre piante … lasciate perdere e affidatevi agli accorgimenti di seguito elencati. Questo lo dico per esperienza personale: una mia amica, tempo fa, si era offerta di accudire alle mie piante in mia assenza … oltre a far morire un abete che ero riuscita a recuperare da un Natale e che avevo oramai da 5 anni aveva anche “annegato” una pianta di plastica che era sul tavolo!
Con questa articolo vediamo di illustrare alcuni modi che ci permetteranno di partire sereni ed al rientro non avere delle brutte e tristi sorprese …
Per prima cosa alcune regole generali che valgono indipendentemente da come sinora abbiamo allevato le nostre piante.

REGOLE GENERALI
Lasciate dei recipienti con acqua vicino ai vasi sia che le piante stiano all’aperto o in casa. L’acqua evaporando garantirà un ambiente umido e quindi anche una minore traspirazione delle piante con conseguente minore consumo d’acqua.
Non fare buio ma lasciare le persiane o le veneziane aperte in modo che la stanza sia illuminata. Le piante che solitamente teniamo in una posizione soleggiata o che durante l’arco della giornata sono al sole spostiamole in modo che questo non avvenga così ridurremmo la traspirazione e quindi il consumo d’acqua.
Se state via tre settimane potete anche ridurre leggermente la quantità di luce che arriva alle piante con una leggera penombra In questo caso la pianta non soffrirà molto, certo non è una condizione ideale, ma tollererà questa situazione per questo breve periodo di tempo. La penombra rallenta i processi vitali e quindi i consumi d’acqua. Se state via per più tempo allora non è consigliabile in quanto le piante inizierebbero a “sfilare” vale a dire i fusti si allungheranno, la pianta diventerà pallida e debole e ciò va evitato.
Se le piante si trovano in balcone adottate l’accorgimento di sistemarle tutte addossate l’una all’altra nell’angolo in ombra o comunque meno soleggiato facendo in modo che traggano reciproco vantaggio: le piante più alte faranno ombra alle piante più piccole e a loro volta le piante più piccole con la loro vegetazione faranno ombra al terreno delle piante più grandi.

COME FARE “AUTOINNAFFIARE” LE PIANTE
Le piante coltivate in IDROPONICA non ci devono dare alcun pensiero. Rabbocchiamo per bene l’acqua prima di partire e loro continueranno a vegetare senza problemi. Eventualmente spostiamole da posizioni dove prendono il sole diretto o tiriamo le tende, in modo da ridurre l’evaporazione e la traspirazione ed il problema è risolto.
Se state via solo un WEEKEND O 3-4 GIORNI, non sussistono problemi. Basta innaffiare prima di andare via un po’ più abbondantemente.
Se state via UNA SETTIMANA non sussistono grossi problemi: innaffiate abbondantemente le piante prima di andar via e mettete della torba o della sabbia sulla superficie del terriccio per ridurre l’evaporazione dell’acqua dalla terra.
Se però state via per PIU’ DI UNA SETTIMANA, allora gli accorgimenti da adottare sono diversi. Si tratta di sistemi autoannaffianti. Vediamoli.
Uno dei sistemi più semplici per innaffiare è quello del SIFONE COMUNICANTE. A questo scopo potete usare una grande bottiglia per ciascuna pianta o un grande secchio per due-tre piante (se non sono troppo grandi). Le bottiglie o il secchio si mette vicino alle piante ad un’altezza superiore a quella dei vasi (in ogni caso sollevati non meno di 10 cm dal terreno).
Si riempiono d’acqua, si mettono vicino ai vasi e si lasciamo scoperti in modo che con l’evaporazione garantiscano un ambiente umido.
Dopo di che si mettono delle strisce di stoppino (quelli che si usano per le lucerne) o della strisce di stuoia filtrante (si trovano dai vivaisti) o delle trecce di lana intrecciata, sufficientemente lunghi in modo che una parte resti nel fondo del secchio/bottiglia e l’altro capo sia inserito per circa 2-3 cm nella terra del vaso.
Inumidite per bene gli stoppini o la striscia di stuoia prima di sistemarli nel terreno.
Se il vaso è grande allora sistemate più strisce per vaso posizionate in punti diversi del terriccio. Casomai fate delle prove prima di partire in modo da rendervi conto della situazione e sapere quante strisce occorrono.
In commercio esistono dei dispositivi meno “rustici” che assolvono allo stesso modo costituiti da un tubicino e da dei funghi di ceramica.
Quando le piante sono tante si può usare una STUOIA FILTRANTE da sistemare come nella figura a sinistra.
Una parte della stuoia sarà immersa in una bacinella piena d’acqua che si trova ad un livello inferiore delle piante (le stuoie, che si trovano dai vivaisti, vengono vendute con le istruzioni che danno i livelli ideali di acqua). La stuoia va stesa su una superficie piatta, resistente all’acqua (il lavello di cucina o un pezzo di plastica rigida). L’acqua risalirà per capillarità nel terreno e così innaffierà le piante.
Se le piante sono grandi e richiedono molta umidità allora non resta che la vasca da bagno.
Questa estate, dato che il mio vicino non poteva averne cura come tutti gli anni, ho dovuto organizzarmi. Ecco come ho fatto per ritrovare la mia gigantesca e meravigliosa dracena, l’anthurium (tra l’altro in fiore), la palma e lo Spathiphyllum anche lui in fiore, in buona salute.
Li ho sistemati nella vasca da bagno, mettendo sul fondo un tappettino di platica e delle griglie (per non rovinare la vasca) e poi ho elevato le piante o con altri vasi messi capovolti, in modo che non rimanessero a contatto con l’acqua o con contenitori vari, abbastanza grandi recuperati dalla credenza.
Dopo di che ho preso un vecchio straccio sottile di cotone e l’ho tagliato in tante striscioline (non c’era il tempo per andare a comprare delle strisce già pronte). Poi ho preso delle altre bacinelle grandi e le ho sistemate in modo che rimanessero ad un livello più alto dei vasi. Quindi ho riempito le bacinelle d’acqua e ho sistemato le strisce di cotone in modo che una parte stessero dentro la bacinella piena d’acqua e dall’altra dentro la terra.
Dato che dovevo stare via un mese, ho usate tre bacinelle capienti.
Alla fine ho riempito la vasca in modo che l’acqua non arrivasse a contatto con nessuno dei vasi. Ho lasciato uno spiraglio aperto nella finestra ed ovviamente la persiana tutta sollevata e la porta socchiusa.
Piante in perfetta salute con la palma che aveva fatto un’altra foglia, la dracena rigogliosa e anche lei con tante foglie nuove e l’anthurium e lo spathiphyllum floride come non mai.
In commercio esistono, per piante non molto grandi, i VASI AUTOINNAFFIANTI.
Si tratta di vasi provvisti di una intercapedine dove si tiene la riserva d’acqua. Questa passa nel terreno per mezzo di stoppini o membrane apposite (in pratica lo stesso sistema del sifone comunicante, solo più raffinato). Questo sistema richiede però che la pianta sia travasata in questi vasi per cui organizzatevi per tempo.
Di abbastanza recente concezione sono anche i flaconi di ACQUA COMPLESSATA che si trovano direttamente dai vivaisti. Si tratta di un’acqua in gel costituita da fibre naturali (cellulosa) e acqua demineralizzata. I microorganismi presenti nel terreno degradano la cellulosa liberando gradualmente l’acqua per un tempo variabile dai 15-20 gg a seconda della confezione, del terreno e della temperatura dell’ambiente. Il flacone si inserisce capovolto nel terreno il più vicino possibile al fusto ed in questo modo innaffierà la pianta.
Teniamo comunque presente che i metodi di autoannaffiatura sono validi per periodi non superiori alle 3 settimane. Se state via per periodi più lunghi …. pensiamo che un amico per il periodo rimanente delle nostre vacanze forse non farà troppi danni …
Ecco, questi sono i nostri consigli su come ritornare dalle vacanze e non avere brutte sorprese …. e le vostre piante vi ringrazieranno tanto.
Buone vacanze.

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